venerdì 22 gennaio 2021

Pezzi online: aggiornamenti

 Negli ultimi mesi sono usciti vari pezzi miei online. Eccoli, raccolti per tag:

Tutti i miei articoli su L'Indiscreto:

https://www.indiscreto.org/tag/francesca-matteoni/

Tra cui segnalo uno scritto sulla stregoneria (ieri e oggi):

https://www.indiscreto.org/essere-strega-oggi/

Ripreso e letto da Edoardo Camurri su Pagina 3 a Radio 3, qui:

https://www.raiplayradio.it/audio/2020/09/PAGINA-3---Le-streghe-di-oggi-967501a6-e7fc-4115-a2fc-b5e1252d3ffc.html

E uno sulle fate e il Reverendo Kirk, che alla fine del Seicento in Scozia le frequentava da vicino:

https://www.indiscreto.org/non-sottovalutate-le-fate/

Su Kobo, invece segnalo questi due articoli:

Su Mary Shelley, la pandemia e il suo romanzo "L'Ultimo Uomo":

https://prod-news.kobo.com/it/blog/shelley

Citato da Edoardo Camurri a Pagina 3 su Radio 3, qui:

https://www.raiplayradio.it/audio/2021/01/PAGINA-3-a6615f06-70a6-4bdc-878d-7158199848f2.html

Sulle sorelle Brontë e il loro fascino giustamente ancora vivo e vegeto:

https://prod-news.kobo.com/it/blog/bront%C3%AB

martedì 12 gennaio 2021

Farfalle

Ho sognato farfalle azzurre che volavano nella casa e rinascevano da spore. 

La farfalla è simbolo dell'anima, della rinascita, della leggerezza dell'amore felice. 

Ho cercato fra le poesie di Mary Oliver e, come immaginavo, la mia farfalla era lì. Perciò l'ho tradotta con gioia. 

 


Una cosa o due

1

Non seccarmi

sono appena

nata.


2

Il volo saltellante della farfalla

la trasporta con delicatezza nel paese

delle foglie, e la sostiene fin dove

vuole andare, ovunque sia, sostando

qua e là per ubriacarsi nelle gole umide

dei fiori e nel fango nero; ondeggia

su e giù, frenetica e senza scopo; e a volte


per lunghi attimi di delizia si assopisce completamente

nella brezza, cavalcando immobile lo stelo fragile

di qualche fiore ordinario

 

3

Il dio della terra

è emerso molte volte per dire

così tante cose sagge e allettanti; io giacevo

sull’erba ascoltandone

la voce di cane,

voce di corvo,

voce di rana, ora

diceva, e ora,

 

e mai una volta ha menzionato per sempre,

 

4

che tuttavia è sempre stato,

come uno zoccolo di ferro affilato,

al centro della mia mente.

 

5

Tutto ciò di cui hai bisogno sono una cosa o due

per viaggiare sul lago blu, sopra le intricate

fibre degli alberi e attraverso i fiori

legnosi del fulmine – qualche ricordo

di gioia intensa, qualche tagliente

conoscenza del dolore.

 

6

Ma per sollevare lo zoccolo!

Per quello hai bisogno

di un’idea.

 

7

Per anni e anni ho lottato

solo per amare la mia vita. E poi

 

la farfalla si è

alzata, senza peso, nel vento.

“Non amare troppo

la tua vita,” ha detto,

ed è scomparsa

nel mondo.


****************



Il testo originale, nel libro Dream Work (1986):


One or Two Things

1

Don't bother me

I've just

been born.

 

2

The butterfly's loping flight

carries it through the country of the leaves

delicately, and well enough to get it

where it wants to go, wherever that is, stopping

here and there to fuzzle the damp throats

of flowers and the black mud; up

and down it swings, frenzied and aimless; and sometimes

 

for long delicious moments it is perfectly

lazy, riding motionless in the breeze of the soft stalk

of some ordinary flower

 

3

The god of dirt

came up to me many times and said

so many wise and delectable things; I lay

on the grass listening

to his dog voice,

crow voice,

frog voice; now

he said, and now,

 

and never once mentioned forever,

 

4

which has nevertheless always been,

like a sharp iron hoof,

at the center of my mind.

 

5

One or two things are all you need

to travel over the blue pond, over the deep

roughage of the trees and through the stiff

flowers of lightning --- some deep

memory of pleasure, some cutting

knowledge of pain.

 

6

But to lift the hoof!

For that you need

an idea.

 

7

For years and years I struggled

just to love my life. And then

 

the butterfly

rose, weightless, in the wind.

"Don't love your life

too much," it said,

 

and vanished

into the world.

sabato 12 dicembre 2020

Diario autunnale + poesia: Incantesimo (scava sotto la neve)


Ieri, su Nazione Indiana, ho pubblicato questo diario d'autunno, dove parlo di libri di poesia che mi sono stati accanto, in questi mesi.


Poi stamani mi sono svegliata con questa poesia. Sono giorni tristi, per tutto quanto accade intorno, annotare anche brevemente qualcosa sul blog fa bene.



Scava sotto la neve

sotto la neve c'è un cuore 
percorso da un ramo, coperto
da macchie solari.
Scatta in una trappola per topi.
Si accende cavo come una lampada
riempita d'olio.

Temi sotto la neve
il buio della specie
o la tua voce che scricchiola.

Ma non c'è alcuna neve, qui.
Piove da giorni.

domenica 6 dicembre 2020

Le cose che dice il cielo


Ieri ho fatto una passeggiata per le stradine interne fino all'ufficio postale e poi al supermercato per alcuni oggetti. Avere un torrente accanto fa sentire che non si è mai lontani da dove si deve essere, che scorriamo comunque, indipendentemente da quanto ci accade. Questo è l'Ombrone, che ha per me i ricordi di un'altra esistenza, quando venivo da queste parti a far visita a un amico che non c'è più e che abitava proprio dopo il ponte di Pontelungo. Quante vite in poche decine di anni. E come riescono a restare, modificandosi e sostando nei significati che attribuiamo al presente.




Sono giorni difficili. Uscire e camminare alleggerisce, a volte si riesce a guardare il cielo, altre si cerca di stare come un albero, immobile e paziente, in attesa che qualcosa passi, cambi, ma non possediamo la lungimiranza e la costanza degli alberi. Stamani ho scritto questa poesia pensando agli abeti che in questo periodo di solito entrano nelle nostre case, pensando a come dovrebbero essere nel pieno dell'inverno.


L’albero è verde sotto la neve 
l’inferno finisce, le parole 
escono prima 
della loro comprensione 

ciò che non va al cielo si incaglia 
sotto la lingua, resta per anni nel suolo. 

Non avere spazio abbastanza 
per stendere i nodi nella corteccia 
non avere pelle abbastanza 
per far scivolare il dolore. 
Entra sempre da qualche parte 
un occhio, un taglio nel polso 
e crepa le fessure. 

La mente fa buio troppo presto 
esiste, tuttavia, e non è silenzio. 
Qualcuno dirà: vocazione. 
Ogni cosa sbagliata non diventa 
radice nel tempo, ogni ramo è stracciato 
dai venti. Soprattutto se lo ami. O credi 
di amare. 

Una volta mi sono distesa nell’acqua 
senza cercare la riva e questo era vero. 
Era il fondo di un pozzo, ha spaccato 
i vetri sul pavimento. Ho smesso 
di camminare. L’albero 
ha scosso il suo riflesso – 
è fermo, laggiù.


Poi, nel pomeriggio, sono uscita per portar via la spazzatura e il cielo era di questo colore. Come se parlasse e in effetti parla. Siamo disabituati alla sua lingua. 




mercoledì 18 novembre 2020

Trovare un posto


Cosa significa trovare un posto? Il posto era già lì, prima che io arrivassi, resterà dopo, non è terra ignota, eppure la scoperta lo rende eccitante come un segreto. Quando trovo un posto (e potrei elencarne diversi, una lista di posti "salvi", in vari luoghi che ho abitato o dove ho semplicemente passato giorni o vacanze), ci porto i miei libri e il quaderno, ovvero l'amuleto a cui rivolgermi sempre non per il valore delle parole che ci scrivo, quanto perché scriverle a volte è come ancorarsi mentre ciò che ho intorno diviene liquido e sfuggente. 


Il posto non è lontano dalla mia nuova casa. Attraverso la strada principale, supero un grande rudere, risalgo fra le felci e passo per una macchia di querce che segna il limite del campo su cui mi affaccio. Davanti a me, un cipresso solitario. Sulla soglia che sto varcando, querce e corbezzoli. Fiori azzurri di cicoria. Ghiande senza più il loro cappuccio sparse fra le foglie sul terreno. Il campo è in parte coltivato, ci sono olivi, si intravedono case sui margini e sulle colline. Alla mia sinistra una quercia si affaccia su una vasca in pietra per l'acqua, ormai completamente diroccata. Non so quale fosse il suo uso. Serbatoio, lavatoio. Ma è lì che mi dirigo, dove la quercia incontra il segno umano più visibile e il segno del tempo che sappiamo riconoscere. L'acqua nella vasca rimanda un'altra quercia che cresce verso il basso, con le sue radici immaginarie nell'aria. Gli alberi specchiati nell'acqua, suggeriscono un altro mondo che sembra facile da raggiungere: basta sporgersi e smuovere la poltiglia di fogliame autunnale che ancora per un po' resiste a galla.


L'ora è pomeridiana, il pieno del sole prima del tramonto. A sud la montagna appenninica, con il suo crinale ammorbidito, eroso, appianato da secoli di vento. Mi fa pensare al Ben Bulben nell'ovest irlandese, che non c'entra molto, ma per qualche motivo un luogo conosciuto rimanda a un altro, con una forma di nostalgia e desiderio. L'ultimo mese si avvicina e, nonostante non ci sia traccia dell'inverno, la fine porta ancora la sua richiesta di colloquio intimo. 


Abbaiare di cani chiusi nei recinti e nei giardini; insetti che si posano sulla pagina; i colori che svaniscono l'uno nell'altro, nei pali, nelle recinzioni, nei tronchi, nelle erbe, nei frutti autunnali - varie tonalità di verde, rame, arancio cupo, ocra, marrone, bianco sporco, grigio, nero e rosso di bacche.Una signora con un soprabito porporino ripete per diversi minuti il solito giro intorno ai campi, seguita dal suo cane minuscolo. Quante sono le presenze che non riesco a vedere, di cui ignoro il nome. 
 

Guardo il cielo attraverso le foglie della quercia, lo guardo nel suo azzurro pulito. Il cielo mi fa dimenticare l'umano o forse abbraccia la mia umanità finché di lei non resta segno. 


Cerco i confini, gli ostacoli costituiti dalla macchia di bosco che a tratti riemerge, dai sentieri battuti, dalla collina che scende e mi impedisce di vedere dove va a tuffarsi. A volte cammino restando a sedere nel solito posto, sorpresa dalla molteplicità delle forme che lo popolano. Tutto viene incessantemente consumato, proprio come l'Appennino nei millenni. Quanto tempo occorre per chiamare un posto casa?


martedì 13 ottobre 2020

Autunno: calendario dei laboratori


Venerdì 30 OTTOBRE, ore 21-23: Speciale Halloween. Massimo 5 persone, costo 15 euro

Domenica 8 NOVEMBRE, ore 15-17, Madre Montagna - ONLINE. Massimo 12 persone, costo 22 euro 

Venerdì 13 NOVEMBRE, ore 21-23: stese personali. Massimo 5 persone in presenza, costo 15 euro. Se online: massimo 10 persone, costo 11 euro. 

Venerdì 27 NOVEMBRE, ore 21-23: tarocchi e oracoli. Massimo 5 persone in presenza, costo 15 euro. Se online: massimo 10 persone, costo 11 euro. 

Domenica 6 DICEMBRE, ore 15-19: Bambina Strega Regina - Trasformazione. Per sole donne, ultimo appuntamento. Massimo 5 persone, costo 25 euro

Venerdì 11 DICEMBRE, ore 21-23: ruota dell'anno. Massimo 5 persone in presenza, costo 15 euro. Se online: massimo 10 persone, costo 11 euro. 

giovedì 1 ottobre 2020

Bambina. Strega. Regina. Il ritorno

Domenica 4 ottobre, dalle ore 15 alle ore 19

Bambina Strega Regina
Laboratorio aperto sul potere femminile

Il Ritorno


Penultimo appuntamento per Bambina Strega Regina.

Lavoreremo questa volta sull'idea di ritorno: a cosa ritorniamo e a cosa non vorremmo ritornare, ma soprattutto qual è il significato profondo di questa parola per ognuno. 
La stagione autunnale all'inizio ci aiuterà a calarci in questa atmosfera intima.

Cosa serve?

Un quaderno e delle penne.
Un mazzo di tarocchi se lo avete.
Una poesia composta appositamente, seguendo queste istruzioni:
Usate luoghi e momenti reali.
Preferite il verbo "vedere" al verbo "sentire".
Scrivete liberamente, ma ricordatevi che chi vi legge o ascolta leggere deve vedere ciò che vedete voi.
Chiedetevi: a cosa e chi voglio fare ritorno?
a cosa e chi non voglio fare ritorno?

Costo complessivo: 25 euro.
Massimo 7 partecipanti.

giovedì 13 agosto 2020

Fiaba estiva: Fiume e vento

 Torno a scrivere sul blog dopo quasi due mesi. Segnalo che ieri su L'Indiscreto è uscita questa mia fiaba "Fiume e vento", che parte da una rondine e la segue quando si trasforma in due esseri umani e nel loro destino attraverso le vite.

https://www.indiscreto.org/fiume-e-vento/?fbclid=IwAR2ZSfCgR_wMx8-14F7TnxX0YNgw0VRaKJaOSsBpaE71MAZPhZJS9tPalFw

Segnalo anche "Casa di Corvi" della poetessa peruviana Blanca Varela, tradotta da Myra Jara Toledo per Nuovi Argomenti. Parla dell'amore fra una madre e un figlio, attraverso il corpo che nutre e lega e che infine il figlio abbandona per vivere la sua vita:

http://www.nuoviargomenti.net/poesie/blanca-varela-casa-di-corvi/

sabato 20 giugno 2020

Dischi e poesia: una mia recensione a un bell'album e un'anticipazione su Repubblica

Succedono varie cose oggi.

Intanto - su Nazione Indiana recensisco il bel disco di Lorenzo Del Pero, Dell'amore animale, dell'amore dell'uomo, dell'amore di un Dio (VREC/Audioglobe 2019), uscito a dicembre. Ci pensavo da un po', ma non era semplice trovare le parole, perché l'opera è intensa e non lascia certo indifferenti. In un panorama dove troppo spesso si resta sulla superficie c'è ancora chi non teme l'affondo della lama. In se stesso, prima di tutto. Si può leggere qui:

https://www.nazioneindiana.com/2020/06/20/nella-sofferenza-che-io-trovi-lessenza-su-dellamore-animale-dellamore-delluomo-dellamore-di-un-dio-di-lorenzo-del-pero/

Poi - sulla Bottega di Poesia di Repubblica, a cura di Gilda Policastro, escono alcuni miei versi anticipatori di un libro che spero veda la luce nel 2021. Ringrazio e spero sia di buon auspicio! Ecco:







mercoledì 10 giugno 2020

Il viaggio - tradurre Mary Oliver

Un giorno infine hai saputo
cosa dovevi fare, e hai iniziato,
sebbene le voci attorno a te
continuassero a urlare
i loro cattivi consigli –
sebbene l’intera casa
iniziasse a tremare
e tu sentissi la vecchia morsa
alle caviglie.
“Guarisci la mia vita!”
gridava ogni voce.
Ma non ti sei fermata.
Sapevi quello che dovevi fare,
sebbene il vento si intrufolasse
con le sue dita aspre
fin nelle fondamenta
sebbene la loro malinconia
fosse terribile.
Era già abbastanza
tardi, e la notte selvaggia,
e la strada piena di rami
caduti e sassi.
Ma a poco a poco,
come hai abbandonato le loro voci,
le stelle hanno iniziato a bruciare
attraverso gli strati di nuvole,
e c’era una voce nuova
che lentamente
hai riconosciuto come la tua propria,
che ti ha teneva compagnia
mentre progredivi sempre più a fondo
nel mondo,
determinata a salvare
l’unica vita che potevi salvare.


The Journey

One day you finally knew
what you had to do, and began,
though the voices around you
kept shouting
their bad advice--
though the whole house
began to tremble
and you felt the old tug
at your ankles.
"Mend my life!"
each voice cried.
But you didn't stop.
You knew what you had to do,
though the wind pried
with its stiff fingers
at the very foundations,
though their melancholy
was terrible.
It was already late
enough, and a wild night,
and the road full of fallen
branches and stones.
But little by little,
as you left their voices behind,
the stars began to burn
through the sheets of clouds,
and there was a new voice
which you slowly
recognized as your own,
that kept you company
as you strode deeper and deeper
into the world,
determined to do
the only thing you could do--
determined to save
the only life you could save.

Mary Oliver

giovedì 28 maggio 2020

Per Richiamare lo Spirito dal suo Vagare in Terra sui Suoi Piedi Umani


di Joy Harjo

Posa quel sacchetto di patatine, quel pane bianco, quella bibita.

Spegni il cellulare, il computer, e il telecomando.

Apri la porta, poi richiudila dietro di te.

Fai un respiro offerto da venti amichevoli. Viaggiano per la terra raccogliendo essenze di piante purificatrici.

Restituiscilo con gratitudine.

Se canti questo darà al tuo spirit un passaggio fino alle orecchie delle stelle e ritorno.

Riconosci questa terra che si è presa cura di te da quando eri un sogno che piantava se stesso nel desiderio dei tuoi genitori.

Lascia che i tuoi mocassini ti portino all’accampamento dei guardiani che ti conoscono da prima del tempo, che saranno di là dopo il tempo. Siedono davanti al fuoco che esiste senza tempo.

Lascia che la terra stabilizzi il suo insicuro nervosismo postcoloniale.

Sii rispettoso dei piccoli insetti, degli uccelli e delle persone animali che ti accompagnano.
Chiedi loro perdono per il male causato da noi umani.

Non preoccuparti.
Il cuore conosce la via sebbene possano esserci grattacieli, autostrade, posti di blocco, soldati armati, massacri, guerre, e quelli che ti disprezzeranno perché disprezzano se stessi.

Il viaggio può richiederti ore, un giorno, un anno, anni, centinaia, migliaia e anche di più.

Sorveglia la tua mente. Senza preparazione potrebbe fuggire e destinare il tuo cuore all’immenso banchetto umano allestito dai ladri di tempo.

Non avere rimpianti.

Quando troverai la via per il cerchio, per il fuoco tenuto acceso dai custodi della tua anima, sarai il benvenuto.

Devi purificarti con cedro, salvia, o altre piante di guarigione.

Recidi i legami col fallimento e la vergogna.

Lascia andare il dolore che trattieni nella mente, nelle spalle, nel cuore, e giù fino ai piedi. Lascia andare il dolore dei tuoi antenati per far strada a coloro che si dirigono nella tua direzione.

Chiedi perdono.

Chiedi aiuto a coloro che ti amano. Questi aiutanti assumono molte forme: animale, elemento, uccello, angelo, santo, pietra, o antenato.

Richiama il tuo spirito. Può essere intrappolato in angoli e pieghe di vergogna, giudizio, e abuso umano.

Devi chiamare così da invogliare il tuo spirito a fare ritorno.
Parlagli come faresti con un bambino amato.

Accogli il tuo spirito che torna dal suo vagabondaggio. Può tornare in pezzi, in frantumi. Radunali insieme. Saranno felici di essere ritrovati, dopo essersi persi così a lungo.

Il tuo spirito avrà bisogno di dormire un po’ dopo che lo avrai lavato e gli avrai dato vestiti puliti.

Ora puoi dare una festa. Invita tutti coloro che sai che ti amano e ti sostengono. Lascia uno spazio per coloro che non hanno altro posto dove andare.

Rendi omaggio, e ricorda, fai discorsi brevi.

Poi, devi fare questo: aiuta il prossimo a trovare la sua strada nel buio.


For Calling the Spirit Back from Wandering the Earth in Its Human Feet


Put down that bag of potato chips, that white bread, that bottle of pop.

Turn off that cellphone, computer, and remote control.

Open the door, then close it behind you.

Take a breath offered by friendly winds. They travel the earth gathering essences of plants to clean.

Give it back with gratitude.

If you sing it will give your spirit lift to fly to the stars’ ears and back.

Acknowledge this earth who has cared for you since you were a dream planting itself precisely within your parents’ desire.

Let your moccasin feet take you to the encampment of the guardians who have known you before time, who will be there after time. They sit before the fire that has been there without time.

Let the earth stabilize your postcolonial insecure jitters.

Be respectful of the small insects, birds and animal people who accompany you.
Ask their forgiveness for the harm we humans have brought down upon them.

Don’t worry.
The heart knows the way though there may be high-rises, interstates, checkpoints, armed soldiers, massacres, wars, and those who will despise you because they despise themselves.

The journey might take you a few hours, a day, a year, a few years, a hundred, a thousand or even more.

Watch your mind. Without training it might run away and leave your heart for the immense human feast set by the thieves of time.

Do not hold regrets.

When you find your way to the circle, to the fire kept burning by the keepers of your soul, you will be welcomed.

You must clean yourself with cedar, sage, or other healing plant.

Cut the ties you have to failure and shame.

Let go the pain you are holding in your mind, your shoulders, your heart, all the way to your feet. Let go the pain of your ancestors to make way for those who are heading in our direction.

Ask for forgiveness.

Call upon the help of those who love you. These helpers take many forms: animal, element, bird, angel, saint, stone, or ancestor.

Call your spirit back. It may be caught in corners and creases of shame, judgment, and human abuse.

You must call in a way that your spirit will want to return.

Speak to it as you would to a beloved child.

Welcome your spirit back from its wandering. It may return in pieces, in tatters. Gather them together. They will be happy to be found after being lost for so long.

Your spirit will need to sleep awhile after it is bathed and given clean clothes.

Now you can have a party. Invite everyone you know who loves and supports you. Keep room for those who have no place else to go.

Make a giveaway, and remember, keep the speeches short.

Then, you must do this: help the next person find their way through the dark.


Joy Harjo