martedì 2 febbraio 2021

Le cacciatrici di funghi di Neil Gaiman


Cercando poesie sui funghi, ho scoperto questo testo scritto da Neil Gaiman nel 2017, per un'iniziativa che si intitola The Universe in Verse, celebrazione della scienza attraverso la poesia. Quell'anno si rendeva omaggio all'astronoma Maria Mitchell e tramite lei al contributo sempre sottovalutato delle donne alla scienza. 

Le cacciatrici o raccoglitrici di funghi sono a tutti gli effetti le prime scienziate. Il testo è delicato e profondo, uno sguardo sul femminismo, come modo diverso di concepire il mondo. Paziente, egalitario, curioso. 

La versione originale si trova QUI, insieme a un'animazione video dove la poesia viene letta da Amanda Palmer, su musica di Jherek Bischoff. 

Di seguito la mia traduzione.

Le cacciatrici di funghi
di Neil Gaiman
 
La scienza, come sai, piccolo mio, è lo studio
della natura e del comportamento dell’universo.  
Si basa sull’osservazione, sull’esperimento, e sul calcolo,
e sulla formulazione di leggi per descrivere i fatti rivelati.
 
Nei tempi antichi, si dice, gli uomini nacquero già equipaggiati con cervelli
disegnati per seguire le bestie di carne in fuga,
gettarsi ciecamente nell’ignoto,
e poi ritrovare la via di casa quando si smarrivano
con un’antilope uccisa da portare fra di loro.
Oppure, nei giorni di cattiva caccia, niente.
 
Le donne, che non avevano bisogno di inseguire le prede,
avevano cervelli che individuavano punti di riferimento e tracciavano sentieri fra di loro
a sinistra al cespuglio spinoso e attraverso la pietraia
e poi guarda in basso nel tronco dell’albero semi-caduto,
perché a volte ci sono i funghi.
 
Prima del pugnale di selce, o degli arnesi di selce da macellaio,
il primo strumento di tutti fu la tracolla per il bambino
per tenerci le mani libere
e qualcosa dove riporre le bacche e i funghi,
le radici e le foglie dorate, i semi e i lombrichi.
Poi un pestello di selce per schiacciare, sbriciolare, polverizzare o frantumare.

E a volte gli uomini cacciavano le bestie
nel profondo dei boschi,
e non facevano ritorno.
 
Alcuni funghi ti uccideranno,
mentre altri ti mostreranno gli dei
e alcuni sazieranno la fame nelle nostre pance. Identifica.
Altri ci uccideranno se li mangiamo crudi,
e ci uccideranno anche se li cuciniamo una volta sola,
ma se li facciamo bollire in acqua sorgiva, e gettiamo via l’acqua,
e poi li facciamo bollire ancora, e gettiamo via l’acqua,
allora potremo mangiarli senza rischio. Osserva.
 
Osserva il parto, valuta il gonfiore della pancia e la forma dei seni,
e attraverso l’esperienza scopri come mettere bambini al mondo senza rischio.

Osserva ogni cosa.
 
E la cacciatrici di funghi percorrono le vie su cui camminano
e guardano il mondo, e vedono quanto osservano.
E alcune di loro prospereranno e si leccheranno le labbra,
mentre altre si stringeranno lo stomaco e moriranno.
Così vengono fatte e tramandate le leggi su ciò che è sicuro. Formula.
 
Gli strumenti che produciamo per costruire le nostre vite:
i nostri abiti, il nostro cibo, il nostro cammino verso casa...
tutte queste cose si basano sull’osservazione,
l’esperimento, il calcolo, la verità.
E la scienza, ricorderai, è lo studio
della natura e del comportamento dell’universo,
basato sull’osservazione, l’esperimento, e il calcolo,
e la formulazione di leggi per descrivere questi fatti.
 
La corsa continua. Una scienziata primitiva
disegnò bestie sulle pareti delle caverne

per mostrare ai suoi bambini, ben pasciuti di funghi
e bacche, che cosa era sicuro cacciare.

Gli uomini inseguono le bestie.

Le scienziate camminano più lentamente, sulla cima della collina
e giù lungo l’argine dell’acqua e superando il posto dove corre la terra rossa.
Portano i loro bambini nelle tracolle che hanno fabbricato,
liberandosi le mani per raccogliere i funghi.


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