Ieri ho scritto questo lungo testo.
Mentre in Iran sparano sulla folla in protesta contro il regime, nel Minnesota l'ICE sta andando casa per casa armata e mascherata, a Gaza continuano i bombardamenti della cosiddetta pace e da noi, in Italia si sprofonda nel becerume della destra e dell'ignoranza, l'uccisione di Renée Good mi ha ricordato dove stia il poco, ma persistente, potere che ho, che abbiamo.
Continuo a leggere la sua poesia, anche se non ne avesse scritte altre quella basta, per me, a riconoscerla come voce poetica.
In questi giorni riesco solo a scrivere poesie, ne leggo moltissime - è la mia forma di difesa, la mia migliore armatura che mi espone e mi difende.
Renata Morresi mi ha pubblicato su Nazione Indiana e ne sono felice: quel posto è stato per anni casa.
Si può leggere qui:
https://www.nazioneindiana.com/2026/01/12/oggi-penso-a-renee-good/
Mentre qui c'è la poesia di Cornelius Eady:
https://poets.org/poet/cornelius-eady
Altre poesie di Cornelius Eady, tradotte in italiano da Andrea Sirotti:
https://www.layoutmagazine.it/ottuso-nella-sua-pelle-inventata-poesie-cornelius-eady/
E qui l'intervento della sceriffo di Filadelfia, Rochelle Bilal:
https://www.youtube.com/watch?v=j04GxQmMTlY
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