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lunedì 15 ottobre 2018

Lamponaia

Un mio racconto, uscito i primi di settembre sul Corriere Fiorentino, e ora riproposto su Il Primo Amore. Grazie a Vanni Santoni che per primo mi ha coinvolto e a Roberto Gerace che ha rilanciato.
Si sale dal Museo del Carbonaio di Baggio a Torri e a un bosco speciale.

http://www.ilprimoamore.com/blogNEW/blogDATA/spip.php?article4043


martedì 18 ottobre 2016

Voi non sapete cos'è l'amore


Mattina nuvolosa come si conviene al mese di ottobre. A Torri il paese che torna quieto dopo l'estate, le case che si svuotano e l'odore delle stufe di quelle abitate tutto l'anno. Mucchi di foglie. I boschi che si accovacciano sui tetti, che ci nascondono. Freak è quasi cieco e sordo, ha quindici anni e l'entusiasmo di un cucciolo, anche se non riesce più a saltare per farmi festa quando mi incontra. Facciamo il nostro giro breve, lui mi precede voltandosi appena, fino alla chiesa e al gradino della cappella dove mi fermo a leggere. 


Rosa canina fiorita, la nebbia che fa tutto vicino.


La sensazione di non essere mai davvero distanti dal centro delle vite. Non riesco a pensare che Freak non ci sarà più eppure mi sembra la cosa più naturale accompagnarlo così nella vecchiaia e avvertire che alcune cose non mutano, che l'amore delle bestie non muta. Così è stato a gennaio quando io e mia madre abbiamo salutato Puck, il nostro gatto gigante, bianco e nero, il gatto che nei miei sogni è sempre stato insieme a Freak, anche se nel mondo quotidiano non hanno mai condiviso nulla - se non "me", in posti diversi, in case diverse. E tutte le cose a me intorno/ colgo precorse nell'esistere, inizia una poesia di Zanzotto, un paesaggio dove l'essere umano si annulla, è piccolo immerso in quanto lo precede, lo riconosce e lo oltrepassa nel presente senza fine.


Oggi mi godo lo stare in disparte, il ritorno a un luogo che nel tempo, come l'infanzia, è una stanza della mia casa, una casa che si spacca in più punti perché l'altro deve filtrare, non sempre benvoluto, non sempre trovandomi disponibile allo scambio. Domani sarà la mattina delle castagne. Dopotutto l'autunno è la mia stagione preferita. Il mondo si flette un attimo e si colora prima di sparire.

lunedì 6 giugno 2016

Estate a Torri; eventi a Santomoro - fermento tra collina e montagna!

Come ogni anno è uscito il giornalino delle attività estive del 
paese di Torri. 
Si trova in giro per Pistoia ed è gratuito, ma si può anche sfogliare virtualmente QUI.
C'è una mia minuscola fiaba su un bosco speciale, un vecchio cane e una misteriosa trasformazione, seguita dalle poesie di Alfano, l'abitante più anziano e illustre della frazione La Ciliegia. 

Nel frattemo questo giugno santomorino è ricco di avvenimenti da non perdere! 
Sulla pagina facebook si possono trovare gli eventi e le informazioni, ma riassumendo:

Giovedì 9 giugno, ore 21.00
Presentazione del libro della scrittrice Alessandra Bruni Madame Tibet, biografia di Alexandra David Néel, prima europea a raggiungere Lhasa all’inizio del Novecento. Con proiezioni e in collaborazione con la libreria Fahrenheit 451.
Presso il Centro Sociale.

Domenica 12 giugno
Strasantomoro. Raduno al Centro Sociale alle 7.30. Partenza alle 9.00

Domenica 26 giugno Festa di Mezza Estate.

PUNTO DI RISTORO: Centro Sociale.
PUNTI MERCATINO: Borgo e Piazza della chiesa
Ore 9.00 Ritrovo al Circolo e partenza per visita al Cippo della Serrantona
Ore 16.00 INIZIO della Festa: presso il Centro Sociale. Inaugurazione  della mostra di fotografia di Jacopo Ferri, E me ne voglio anda' da 'sta montagna.
Ore 16.30 Incontro pubblico sulla attività del Centro Sociale, passate e future.
Ore 17.30 Apertura Mercatino.
Ore 18.30 Attività per i bambini in Piazza.
Ore 19.30 Musica: Collettivo Folcloristico della Montagna.

Dal tramonto: installazione poetica negli orti del Borgo: "Sono tornate le lucciole".

domenica 18 agosto 2013

giovedì 9 febbraio 2012

Nel gelo siberiano



Cinciallegra stordita dal freddo, ospite di Pontevecchio a Torri, tra i monti dell'Appennino tosco-emiliano.
Fotografia di Benedetta Matteoni.

lunedì 6 febbraio 2012

Sì, ancora la neve


"Ti piace essere venuto a questo mondo?"
Bamb.: Sì, perché c'è la STANDA".


Che sarà della neve
che sarà di noi?
Una curva sul ghiaccio
e poi e poi... ma i pini, i pini
tutti uscenti alla neve, e fin l'ultima età
circondata da pini. Sic et simpliciter?
E perché si è - il mondo pinoso il mondo nevoso -
perché si è fatto bambucci-ucci, odore di cristianucci,
perché si è fatto noi, roba per noi?
E questo valere in persona ed ex-persona
un solo possibile ed ex-possibile?
Hölderlin: "siamo un segno senza significato":
ma dove le due serie entrano in contatto?
Ma è vero? E che sarà di noi?
E tu perché, perché tu?
E perché e che fanno i grandi oggetti
e tutte le cose-cause
e il radiante e il radioso?
Il nucleo stellare
là in fondo alla curva di ghiaccio,
versi inventive calligrammi ricchezze, sì,
ma che sarà della neve dei pini
di quello che non sta e sta là, in fondo?
Non c'è noi eppure la neve si affisa a noi
e quello che scotta
e l'immancabilmente evaso o morto
evasa o morta.
Buona neve, buone ombre, glissate glissate.
Ma c'è chi non si stanca di riavviticchiarsi
graffignare sgranocchiare solleticare,
di scoiattolizzare le scene che abbiamo pronte,
non si stanca di riassestarsi
- l'ho, sempre, molto, saputo -
al luogo al bello al bel modulo
a cieli arcaici aciduli come slambròt cimbrici
al seminato d'immagini
all'ingorgo di tenebrelle e stelle edelweiss
al tutto ch'è tutto bianco tutto nobile:
e la volpazza di gran coda e l'autobus
quello rosso sul campo nevato.
Biancaneve biancosole biancume del mio vecchio io.
Ma presto i bambucci-ucci
vanno al grande magazzino
- ai piedi della grande selva -
dove c'è pappa bonissima e a maraviglia
per voi bimbi bambi con diritto
e programma di pappa, per tutti
ferocemente tutti, voi (sniff sniff
gran gnam yum yum slurp slurp:
perché sempre si continui l'"umbra fuimus fumo e fumetto"):
ma qui
ahi colorini più o meno truffaldini
plasmon nipiol auxol lustrine e figurine
più o meno truffaldine:
meglio là, sottomano nevata sottofelce nevata...
O luna, ormai,
e perfino magnolia e perfino
cometa di neve in afflusso, la neve.
Ma che sarà di noi?
Che sarà della neve, del giardino,
che sarà del libero arbitrio e del destino
e di chi ha perso nella neve il cammino
(e la neve saliva saliva - e lei moriva)?
E che si dice là nella vita?
E che messaggi ha la fonte di messaggi?
Ed esiste la fonte, o non sono
che io-tu-questi-quaggiù
questi cloffete clocchete ch ch
più che incomunicante scomunicato tutti scomunicati?
Eppure negli alti livelli
sopra il coma e il semicoma e il limine
si brusisce e si ronza e si cicala-ciàcola
- ancora - per una minima e semiminima
biscroma semibiscroma nanobiscroma
cose e cosine
scienze lingue e profezie
cronaca bianca nera azzurra
di stimoli anime e dèi,
libido e cupìdo e la loro
prestidigitazione finissima;
è così, scoiattoli afrori e fiordineve in frescura
e "acqua che devia
si dispera si scioglie s'allontana"
oltre il grande magazzino ai piedi della selva
dove i bambucci piluccano zizzole...
E le falci e le mezzelune e i martelli
e le croci e i designs-disegni
e la nube filata di zucchero che alla psiche ne vie?
E la tradizione tramanda tramanda fa passamano?
E l'avanguardia ha trovato, ha trovato?
E dove il fru-fruire dei fruitori
nel truogolo nel buio bugliolo nel disincanto,
dove, invece, l'entusiasmo l'empireirsi l'incanto?
Che si dice lassù nella vita,
là da quelle parti là in parte;
che si cova si sbuccia si spampana
in quel poco in quel fioco
dentro la nocciolina dentro la mandorletta?
E i mille dentini che la minano?
E il pino. E i pini-ini-ini per profili
e profili mai scissi mai cuciti
ini-ini a fianco davanti
dietro l'eterno l'esterno l'interno (il paesaggio)
dietro davanti da tutti i lati,
i pini come stanno, stanno bene?

Detto alla neve: "Non mi abbandonerai mai, vero?"

E una pinzetta, ora, una graffetta.





Torri sotto la neve, febbraio 2012, foto di mia sorella, Benedetta Matteoni