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martedì 4 marzo 2014

Cosa ho detto allo scoiattolo

Ti ho sottratto all’anonimato del fogliame,
al rifugio mediocre della nocciola.
Ti ho scaraventato nella luce
chiamandoti rosso irsuto,
determinando il tuo salto e il tuo scopo.
Tutto quello che fai mi appartiene
anche se tu d’un tratto
ti mettessi a nuotare nella ghiaia
o a rosicchiare grossi tomi di cartone
o ad aprire e chiudere, ad oltranza,
i tuoi occhi meccanici
non riuscirai a distrarmi.
Tu non evaderai dalla prigione della mia poesia.


Nina Cassian



(Quando ho trovato questa poesia non ho potuto fare a meno di pensare a uno dei miei racconti preferiti di Tove Jansson, intitolato Lo scoiattolo, appunto, che ho letto in inglese in The Winter Book, ma presente in italiano nella raccolta La barca e io (Iperborea). Lì, l'ostinata solitudine della protagonista aveva a che fare con l'altrettanta caparbia volontà di uno scoiattolo di non abbandonare l'isola dove lei si era rifugiata. Trasformiamo il mondo in poesia, lo ingabbiamo nel senso. Fino, a volte, a non poterne più del nostro stesso linguaggio.)


giovedì 27 febbraio 2014

Lo scoiattolo di Tove Jansson




"Lei cercò di richiamare alla memoria tutto quel che sapeva sugli scoiattoli. Si spostano tra le isole veleggiando su pezzi di legno, con il vento in poppa. E poi il vento cala, pensò con un pizzico di cattiveria. Il vento cade o cambia direzione, loro vanno alla deriva verso il mare aperto, e le cose si mettono in modo ben diverso da come si erano immaginati. Perché gli scoiattoli vanno per mare? Per curiosità o soltanto per fame? Sono coraggiosi? No. Solo di una normale stupidità". 





mercoledì 3 ottobre 2012