lunedì 23 febbraio 2026

in qualche canyon dell'Appennino, in qualche bar dell'altromondo, chissà se questa volta stai vincendo. Ciao babbo che nascevi oggi.

 





















Laura Ingalls

 

Mio babbo prima di morire leggeva La casa nella prateria,

lo teneva sul comodino dell’ospedale

fra Tex e i biscotti alla mela.

Da qualche parte io portavo ancora le trecce,

litigavo coi maschi e correvo

con un cane immaginario di nome Bandito

o rivestivo i gatti con gli abiti delle bambole

nel ripostiglio dei fumetti.

Non sarebbe tornato – i biscotti e i libri

composti e vuoti nella stanza.

La vita però si tratteneva nei film

e nelle pagine di avventura

che lo appassionavano come un ragazzino

come il ragazzino che non poteva fare il padre

ma era sempre il migliore

in una storia di reietti, agguati, inseguimenti e perfino

famiglie felici in stamberghe di legno.

Potevo sempre fare una lista per sentirmi sua figlia –

Seppellite il mio cuore a Wounded Knee,

Racconti Indiani, L’intrepido e Paperinik

e tutte le laure e i charles ingalls che non siamo mai stati.

Non le profonde domeniche davanti casa, sul gradino

ad aspettare ET l’extraterrestre, lo schermo

gigante del cinema pomeridiano

o di vederti apparire da una nuvola di sigaretta

come una rockstar, un divo straricco

dopo esserti giocato tutto nell’ultima partita.

La sera accettare le scuse, dirti fa niente

ho giocato per strada.

Piangevi davvero sui titoli di coda. 





 

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