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domenica 9 febbraio 2014

Il bene

Dalla prima infanzia sino alla tomba qualcosa in fondo al cuore di ogni essere umano, nonostante tutta l'esperienza dei crimini compiuti, sofferti e osservati, si aspetta invincibilmente che gli venga fatto del bene e non del male. È questo, prima di tutto, che è sacro in ogni essere umano. Il bene è l'unica fonte del sacro.

La persona e il sacro, SIMONE WEIL

martedì 16 aprile 2013

da: Simone Weil, Manifesto per la soppressione dei partiti politici

 La verità è costituita dai pensieri che sorgono nello spirito di una creatura pensante unicamente, totalmente, esclusivamente desiderosa della verità.
La menzogna, l’errore – termini sinonimi – sono i pensieri di chi non desidera la verità, o di chi desidera la verità e, assieme ad essa, qualcos’altro. Per esempio, di chi desidera la verità e in più la
conformità a un determinato pensiero prestabilito.
Ma come desiderare la verità senza saperne nulla? E’ questo il mistero dei misteri. Le parole che esprimono una perfezione inconcepibile all’uomo – Dio, verità, giustizia – pronunciate interiormente con desiderio senza essere unite ad alcun’altra concezione, hanno il potere di elevare
l’anima e di inondarla di luce. A questo si riduce l’intero meccanismo dell’attenzione.
E’ impossibile esaminare i problemi spaventosamente complessi della vita pubblica prestando attenzione contemporaneamente da un lato a discernere la verità, la giustizia, il bene pubblico, dall’altro a conservare l’atteggiamento che si conviene a un certo membro di un raggruppamento.
La facoltà d’attenzione umana non è capace di rispondere simultaneamente a queste due preoccupazioni. In effetti, chiunque si dedichi a una di esse, esclude l’altra.
Ma nessuna sofferenza attende chi abbandona la giustizia e la verità. Mentre il sistema dei partiti comporta le pene più severe per l’indocilita’. Penalità che toccano quasi tutto: carriera, sentimenti,
amicizie, reputazione, onore, talvolta addirittura la vita di famiglia.

venerdì 12 ottobre 2012

Simone Weil sulla violenza

"Che tutti siamo destinati nascendo a patire violenza, è una verità a cui l’impero delle circostanze chiude gli spiriti degli uomini. Il forte non è mai assolutamente forte, né il debole assolutamente debole, ma l’uno e l’altro l’ignorano. Essi non si credono della medesima specie. Né il debole si considera il simile del forte, né da lui è considerato suo simile. Colui che possiede la forza avanza in un ambiente privo di resistenza senza che nulla, nella materia umana intorno a lui, sia di natura tale da suscitare tra l’impeto e l’atto quel lieve intervallo ove s’inserisce il pensiero. E dove non ha dimora il pensiero non ne ha la giustizia e la prudenza".


"Così la violenza stritola quelli che tocca. Essa finisce per apparire esteriore a colui che la esercita come a colui che la soffre; nasce allora l’idea di un destino sotto il quale i carnefici e le vittime sono del pari innocenti, i vincitori e i vinti fratelli nella stessa miseria. Il vinto è causa di sventura per il vincitore come il vincitore per il vinto".

SIMONE WEIL, "L'Iliade, poema della forza".

mercoledì 1 agosto 2012

"Ogni separazione è un legame"

"Ponendo tutto il nostro desiderio di bene in una cosa facciamo di quella cosa una condizione della nostra esistenza. Ma non per questo facciamo un bene. Vogliamo sempre qualcos'altro oltre l'esistere." 


*


"Qualunque essere grida in silenzio per essere letto altrimenti."

Simone Weil